Riforma della Legittima Difesa: la castle doctrine entra in Italia?

Riforma della Legittima Difesa: la castle doctrine entra in Italia?
Stefano Pipitone

Chi spara sarà sempre indagato

Il 6 marzo 2019 è stata approvata la riforma della legittima difesa, disciplinata dall’art. 52 codice penale.

La riforma è stata pubblicizzata come un’importante utile innovazione legislativa, introdotta a tutela di coloro che subiscono l’intrusione in casa da parte di malintenzionati.

In particolare, si è propagandata l’idea che, attraverso la “nuova legittima difesa”, verrà tutelato “il sacrosanto diritto alla legittima difesa per chi viene aggredito a casa, nel bar, nel ristorante”. L’obiettivo pubblicizzato dal Governo era quello di evitare processi “inutili” contro chi si è difeso in casa propria, anche attraverso l’uso di armi.
In altre parole, abbiamo introdotto in Italia la cd. castle doctrine, la dottrina del castello, di origine anglosassone.

Ma è davvero una riforma? È utile?

Partiamo dall’analisi del dato statistico pubblicato dal Senato: in Italia dal 2013 al 2016 il numero dei processi aperti per fatti qualificati come “legittima difesa” o “eccesso colposo di legittima difesa” conta appena 2,5 casi, (due virgola cinque), su un totale di circa 1.500.000 (un milione e mezzo) procedimenti penali aperti per anno.
Il dato mostra la reale portata della “questione legittima difesa” che ha impegnato Governo, Parlamento e mass media. Un media di due procedimenti penali all’anno su oltre un milione e mezzo.
Un dato irrisorio, propagandato come problema sociale, perfino inserito nel programma elettorale da alcuni partiti.

Ulteriore precisazione: il nostro ordinamento penale prevedeva già l’istituto della Legittima Difesa, disciplinato dal codice penale del 1930 e riformato nel 2006.

Ma veniamo al merito della Riforma (?), analizzando in sintesi le principali modifiche normative e gli effetti nella prassi.

La novella dell’art. 52 (legittima difesa) e art. 55 (eccesso colposo) del codice penale prevede che:

  1. il cittadino è autorizzato a far ricorso ad “un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo” per la difesa della “propria o altrui incolumità”, ovvero di “beni propri o altrui”.

Prima della riforma, l’azione di difesa, per essere legittima, richiedeva il requisito della proporzionalità tra difesa e offesa. È bene precisare come questa valutazione era e rimarrà sempre di competenza della magistratura, (non certo alla stessa persona che ha “sparato”).
Per esemplificare, c’è una grande differenza tra lo sparare ad un ladro che è entrato all’interno di una campagna di 10 ettari, magari rubando delle arance da un albero, e lo sparare ad un ladro che, nonostante l’intimazione a desistere, continua ad minacciare o violare l’incolumità personale di una persona.

Ebbene, la riforma aveva come obiettivo l’azzeramento di questa differenza.

Oggi la Legge presume vi sia sempre e comunque un rapporto di proporzionalità tra difesa e offesa.

  1. La Riforma introduce una presunzione di legittima difesa quando l’azione è commessa da colui che si trova all’interno del proprio o altrui domicilio, (casa o luogo di lavoro), al fine di respingere l’intrusione all’interno del domicilio. Si noti bene che qui l’oggetto dell’azione non è il furto, ma la mera intrusione all’interno del domicilio. Con le conseguenze che ne derivano.
  2. Si è introdotta una causa di non punibilità rispetto all’eccesso colposo (art. 55 c.p.), quando l’azione è commessa in condizione di “minorata difesa” o in “stato di grade turbamento” derivante dal pericolo.
  3. In caso di condanna per il delitto di furto in appartamento e furto con strappo, la sospensione condizionale della pena è subordinata al risarcimento del danno.
  4. Si inaspriscono le pene per la violazione di domicilio.
  5. È riconosciuto il Patrocinio a Spese dello Stato in favore di colui che sia stato assolto o prosciolto per fatti commessi in condizione di legittima difesa o di eccesso colposo di legittima difesa.

Chi spara sarà sempre indagato

L’uso di un’arma contro un essere umano richiede sempre un accertamento da parte dell’Autorità Giudiziaria. Questo è un principio elementare di uno Stato di Diritto.

Per usare un linguaggio diretto, qui intendiamo ribadire la necessità di un accertamento volto a comprendere se i fatti riguardano nell’ambito di una rapina, piuttosto che di un “regolamento di conti” tra persone che si sono sfidate, ovvero di un omicidio premeditato.

Le indagini ed il processo sono strumenti indispensabili per accertare la verità processuale di quanto accaduto. Che la riforma della legittima eviterà “processi inutili contro chi si è solo difeso” è mera propaganda, scollata dalla realtà.

Nessuno pensi che la nuova disciplina consentirà di utilizzare armi in modo indiscriminato contro chiunque entri all’interno di una proprietà privata.

Sotto il profilo di diritto penale sostanziale, alla luce dei costanti principi di diritto affermati della Suprema Corte di Cassazione, riteniamo che la “riforma” non produrrà in realtà alcun effetto nuovo rispetto alle norma precedentemente in vigore. Ove infatti la nuova disciplina venisse interpretata in modo letterale, finirebbe con lo snaturare l’istituto stesso della legittima difesa, ponendolo in contrasto con alcuni principi elementari del nostro ordinamento.

Per tali ragioni l’Unione Camere Penali Italiane, (associazione di riferimento degli avvocati penalisti) e l’ANM, (Associazione Nazionale Magistrati), hanno avanzato dubbi di incostituzionalità sulle norme introdotte.

Nella giornata di oggi il Presidente della Repubblica Mattarella ha promulgato la Legge dichiarando: “L’art.2 della legge, modificando l’art.55 del codice penale, attribuisce rilievo decisivo ‘allo stato di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo in atto’: è evidente che la nuova normativa presuppone, in senso conforme alla costituzione, una portata obiettiva del grave turbamento e che questo sia effettivamente determinato dalla concreta situazione in cui si manifesta“.

Purtroppo duole constatare che le istanze di tutto il mondo dei giuristi, (accademici, magistrati e avvocati), sono rimaste inascoltate. Così come accaduto in precedenza per l’abolizione della prescrizione.

Alcune considerazioni conclusive: la castle doctrine

La riforma della Legittima Difesa neo-introdotta è mutuata dalla cd. Castle doctrine, la teoria del Castello, di matrice americana, dove i cittadini vengono equiparati a Re di quel Feudo chiamato proprietà privata.

Purtroppo il dibattito parlamentare e la risonanza dei mass media ha taciuto le conseguenze che ha portato l’applicazione della Castle doctrine negli Usa, specie quando applicata in relazione a quella peculiare causa di non punibilità della “minorata difesa o dallo stato di grave turbamento”.

Le cronache giudiziarie statunitensi vanno studiate con attenzione.

Le banche dati giurisprudenziali americane sono piene di storie di padri che, forti della loro posizione di Re del Feudo, hanno scambiato il proprio figlio per un ladro, sparando solo perché questi era rientrato tardi a casa dal giardino, di notte, così da evitare un rimprovero di più.
Ha commosso l’America il caso di una persona che una bella mattina ha legittimamente ucciso un ragazzo ventenne che aveva cercato rifugio nella sua veranda, fuggendo da una retata della polizia in un party del vicino di casa, in cui si faceva uso di bevande alcoliche fra ragazzi sotto i 21 anni.

Yoshihiro Hattori, studente giapponese da poco in US, il giorno di Halloween ha cercato il luogo di una festa, ma ha suonato il campanello della casa sbagliata. Il proprietario, dopo avergli intimato di andare via, ha sparato. Lui, vestito da John Travolta semplicemente non aveva capito quella frase pronunciata in un americano stretto e veloce ed è stato freddato.
Andrew de Vries, studente scozzese, smarrito per strada, reo di aver bussato al retro di una casa per chiedere informazioni e, al posto dell’indicazione, ottiene riceve una pallottola sparata dall’interno.

L’elemento comune di tutti questi casi è che il proprietario di casa si ritiene “giustificato” da un soggettivo stato di paura, (grave turbamento), che il sistema tutela e alimenta, dichiarando ragionevole la sua reazione “difensiva”.

Gli effetti della castle doctrine, (così come della ancor più estrema “stay your ground“), in America hanno prodotto un incremento degli omicidi e degli incidenti di arma da fuoco, così come scientificamente evidenziato da uno studio pubblicato nel 2016 dalla rivista Epidemiologic Review.

In Italia cosa accadrà?
Ad oggi non resta che attendere e riporre fiducia in quella porzione di avvocatura e magistratura attente e preparate, cui è affidato il compito di interpretare le norme del codice penale nel rispetto della Carta Costituzionale.