La moderna pratica chirurgica e ospedaliera non è quasi mai un’attività individuale. Gli interventi si svolgono all’interno di un’équipe multidisciplinare complessa, dove chirurghi, anestesisti, aiuti e infermieri strumentisti operano in stretta sinergia.
Ma cosa accade, sotto il profilo penale, quando un paziente subisce lesioni gravi o muore a causa di un errore in sala operatoria? Di chi è la colpa? Del primo operatore, di chi ha commesso materialmente l’errore o dell’intera équipe?
Il Principio di Affidamento e i suoi limiti
La giurisprudenza penale si basa sul principio di affidamento: ogni membro dell’équipe medica deve potersi fidare della correttezza dell’operato degli altri specialisti, concentrandosi sulle proprie mansioni. In linea teorica, un chirurgo non dovrebbe rispondere dell’errore esclusivo dell’anestesista.
La Corte di Cassazione ha più volte ribadito come non si possa “configurare aprioristicamente una responsabilità di gruppo, in particolare quando i ruoli ed i compiti di ciascun operatore sono nettamente distinti tra loro, non potendosi trasformare l’onere di vigilanza in un obbligo generalizzato di costante raccomandazione al rispetto delle regole cautelari e di invasione degli spazi di competenza altrui“, Cass. Pen. Sez. IV 21.11.2019 n. 49774.
Tuttavia, questo principio non è assoluto. Il Codice Penale (Art. 41 sul concorso di cause) stabilisce che l’affidamento viene meno (e scatta la responsabilità penale concorrente) quando l’errore del collega è evidente e percepibile, e l’altro medico, pur potendolo rilevare e correggere, non interviene.
La posizione del “Capo Équipe” (Primo Operatore)
Il primo chirurgo (o capo équipe) ha una posizione di garanzia rafforzata. Oltre a eseguire l’intervento, ha l’obbligo di dirigere e coordinare i collaboratori. La Corte di Cassazione ha più volte ribadito che il capo équipe risponde penalmente se:
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Non vigila sull’operato degli assistenti o degli specializzandi a lui affidati.
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Sceglie un collaboratore palesemente inidoneo per una specifica procedura.
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Non si accorge di un macroscopico errore commesso da un altro membro del team, seppur di diversa specializzazione (es. un errato posizionamento del paziente sul tavolo operatorio visibile a tutti).
L’Autonomia dell’Anestesista
Una figura peculiare è quella dell’anestesista rianimatore. Avendo una competenza altamente specialistica e distinta da quella del chirurgo, gode di un’autonomia decisionale quasi totale nella sua sfera di competenza (es. dosaggio farmaci, gestione delle vie aeree). In caso di complicanze prettamente anestesiologiche imprevedibili per il chirurgo, la responsabilità penale tenderà a isolarsi sulla figura dell’anestesista. Al contrario, il chirurgo è tenuto a fermarsi se l’anestesista segnala criticità nei parametri vitali.
L’importanza vitale del Verbale Operatorio
Per stabilire le esatte responsabilità e chiudere le maglie del principio di affidamento, i magistrati si basano sui documenti. Il registro di sala operatoria e la cartella clinica diventano l’unica “fotografia” dell’evento. Redigere un verbale operatorio accurato, tempificato e dettagliato, che indichi esattamente chi ha fatto cosa e a che ora, è il primo e più potente strumento di difesa preventiva per evitare di essere coinvolti in un rinvio a giudizio per colpe altrui.
Nelle indagini per colpa d’équipe, affidarsi a un difensore esperto è cruciale, anche, per stralciare la propria posizione da quella degli altri indagati e dimostrare la correttezza della propria condotta settoriale.
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