Messaggi ripetuti e offensivi – ex marito condannato per molestie

Messaggi ripetuti e offensivi – ex marito condannato per molestie
Stefano Pipitone

Il marito assilla la ex moglie con messaggi senza fine:
condannato per il reato di molestie di cui all’art. 660 codice penale.

La Corte di Cassazione – Sez. I Penale, con la sentenza n. 17442/2018 – depositata il 18 aprile 2018, ha confermato la condanna comminata nei confronti del coniuge separato che aveva inviato alla ex moglie numerosi messaggi telefonici, dal contenuto offensivo e minaccioso, molti dei quali inoltrati in orario notturno.

La Suprema Corte ha colto l’occasione per ribadire come il reato di molestie, previsto e punito dall’art. 660 c.p., sia plurioffensivo, perché posto a tutela della “pubblica tranquillità posta a rischio dai negativi riflessi che possono derivare dalla offese alla quiete della persona offesa”. Nel caso finito all’esame degli ermellini, al termine dell’istruttoria del processo di primo grado, il Tribunale aveva ritenuto provato che la condotta realizzata dall’imputato fosse stata idonea ad interferire “sgradevolmente nella vita privata della persona offesa, comprensibilmente privata della possibilità di vivere una quotidiana serenità, attesa l’invadenza e l’intromissione continua da parte dell’ex coniuge”.

Sotto il profilo dell’elemento soggettivo, la S.C. ha confermato altresì la coerenza delle sentenza di condanna in primo grado nella parte in cui era stata ritenuta la coerenza tra lo stato di turbamento nella persona offesa e  le modalità di invio ed il contenuto dei messaggi. 

In sintesi, l’intensa attività di messaging molesto, per contenuti e modalità, ha consentito di raggiungere la piena prova della “consapevolezza e volontà dell’imputato di recare disturbo”.

La Cassazione ha così confermato integralmente la sentenza del Tribunale che, dopo aver rigettato la domanda di ammissione all’oblazione, ha condannato l’imputato alla pena di € 300,00 di ammenda, oltre al risarcimento del danno, al pagamento delle spese legali e processuali.